Vincitori

Festival Mente Locale – Visioni sul Territorio 2019

 

 

 

Per la Sezione Fiction, il premio va a ROSSO – LA VERA STORIA FALSA DEL PESCATORE CLEMENTE di Antonio Messana.

Un film profondamente attuale, che dialoga con la realtà politica e sociale del suo territorio attraverso lo sguardo intimo e personale del suo protagonista, un personaggio reale nella sua esperienza e nella sua fisicità. Attraverso di lui, vengono raccontati passato e presente dell’isola, del paese, di un mestiere, di una comunità, intrecciati a un vissuto personale che li costruisce e che allo stesso tempo ne è influenzato. Rosso dialoga così con il contemporaneo, guardando al futuro come a un sogno disincantato – o forse come a una speranza.


Per la Sezione Non Fiction, il premio va a BELOVED di Yaser Talebi.

“Beloved fornisce il ritratto intimo di una donna anziana e sola che da sempre conduce una vita faticosa tra le montagne; vita portata avanti con forza, determinazione, amore per la realtà data, e soprattutto mai da vittima. Il documentario instaura un legame sorprendentemente profondo con la sua protagonista, la quale impara progressivamente a conoscere la macchina da presa, a fidarsene, e infine ad usarla per mandare un ultimo, privatissimo, messaggio.”


Menzione Speciale “Parmigiano Reggiano” a PESCAMARE di Andrea Lodovichetti.

“L’uomo al centro della natura: le sue rughe e il suo sguardo raccontano di una vita fatta di sacrifici ma anche di passione – il lavoro che si tramanda da padre in figlio, (si parte da mozzo per poi divenire pescatore /capitano, come i figli garzoni che diventano casari) non solo per mantenere la famiglia ma per l’attaccamento al proprio territorio: a Fano e al mare, “nelle nostre vene scorre il mare. La natura va rispettata e protetta: “se tu rispetti il mare lui rispetta te” a volte è feroce e sembra malevole come “quell’ 8 giugno a Fano“ o quel 20 maggio in Emilia.  Ti da e ti prende, ti fa piangere  e sorridere, alla fine non riesci ad odiarlo, anzi lo ringrazi. Un rapporto simbiotico dove il mare scandisce l’esistenza e i tempi delle persone: pazienza, speranza, sacrificio, orgoglio, le difficoltà, i rituali di ogni giorno come sistemare le reti. La tecnologia in supporto dell’uomo ma non in sostituzione;  si può  essere soli o con una squadra fatta di persone di tutte le etnie: il mare non distingue i colori o le provenienze (tanti lavoratori stranieri sono ben inseriti in stalle e caseifici). Oggi per i giovani spesso la passione non è sufficiente perché ci sono mestieri, come questo, che isolano dal resto della società, non come un tempo dove attorno al proprio mestiere di pescatore (o casaro) viveva un’intera comunità.”


Menzione Speciale “Touring Club” a VILLAGE IN A BOTTLE di Oliver Kyr.

“Certo c’è molto ottimismo e forse non affiorano troppo gli aspetti problematici di vivere o rivivere in un piccolo borgo abruzzese colpito dal terremoto ma quello che convince in Village in The bottle è la positività, la fiducia, la calma consapevolezza, la libertà e la visione che sono alla base della scelta drastica di tornare o non abbandonare la propria comunità. E l’idea che il proprio borgo possa essere davvero ”il vero cuore della nazione”. Il Touring Club non lo legge come il rifiuto del mondo esterno o peggio un innalzarsi di un altro muro. Quella che viene raccontata non appare una comunità chiusa in se stessa ma una rete di persone e di comuni che mette insieme le esperienze anche fatte all’estero e dichiara con passione e convinzione che le radici e l’identità giocano un ruolo propositivo e inclusivo anche nei confronti delle diversità: il recupero del valore del proprio tempo, la ricerca primaria della pace, il ristabilire un più armonico rapporto con la natura, nei rapporti umani meno frenetici ma più autentici…Insomma un vero modello di vita, illustrato efficacemente dalle parole e i volti dei protagonisti, e dalle spettacolari immagini delle montagne e dei borghi abruzzesi, che, lungi dall’essere un inno bucolico, disegna invece una possibile praticabile direzione che, utilizzando  un termine caro alla mia generazione, si potrebbe definire “alternativa”.


Menzione Speciale “Mibact” a CARRACCI – LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA di Giulia Giapponesi.

“Per la chiarezza dell’esposizione, la capacità di portare contenuti complessi all’attenzione dello spettatore attraverso piani narrativi distinti senza cadere nella semplificazione e per la compiuta eleganza formale, la menzione speciale del Segretariato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo per l’Emilia Romagna va a: “Carracci – La Rivoluzione Silenziosa” di Giulia Giapponesi”.