Premio MENTE LOCALE – Visione globale del valore di 2.000 Euro al miglior documentario del concorso,

THE INHERITORS di Serge-Olivier Rondeau, 69’, Canada 2025

  • Motivazione Giuria Mente Locale 2026

    Per lo sguardo lucido e profondamente personale con cui l’autore osserva e restituisce un nuovo ecosistema, generato dalla civiltà umana e fattosi sempre più aggressivo. Un paesaggio di scarti e sopravvivenze, in cui gli esseri viventi si adattano alle condizioni imposte dall’uomo, dando vita a un equilibrio precario e mutevole, sorprendente e inquietante, in cui è l’uomo ora a lottare contro l’ambiente che ha generato. Attraverso un linguaggio cinematografico rigoroso e riconoscibile, l’autore restituisce a questo mondo una forza estetica spietata e cinica, che trova nella tensione tra attrazione e repulsione la sua qualità più perturbante.

Premio MENTE LOCALE – Visione globale short del valore di 1.000 Euro al miglior cortometraggio del concorso

SUENA AHORA di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso, Andrea Settembrini, Italia-Cuba 2025, 20’

  • Motivazione Giuria Mente Locale 2026

    Nello sguardo del cineasta, la notte dei blackout non è mai veramente buia. Nel venir meno della luce artificiale, emerge quella dell’umanità, che continua a pulsare attraverso i gesti, le voci, i desideri e le piccole ostinazioni della vita quotidiana. La macchina da presa, con una maturità stilistica sorprendente, costruisce quadro dopo quadro una trama visiva di grande sensibilità, capace di attraversare l’oscurità per raggiungere la luce intima e profonda di ogni essere umano. Un film che, nel buio, trova la sua forma più luminosa e compiuta.

Premio MENTE LOCALE – Visioni d’archivio del valore di 500 Euro al documentario che ha saputo valorizzare maggiormente l’uso di materiale d’archivio

WEN-JIN di Roy Tsai, Canada-Hong-Kong, 46’34’’, 2025

  • Motivazione Giuria Mente Locale 2026

    Un documentario ricco di archivi, trattati in modo sobrio ma incisivo, dove il locale dialoga con l’universale, dove la storia personale diventa la narrazione di un’epoca.
    Un film che non è solo il ritratto di un pioniere delle onde radio in Africa, non solo il ritratto di una porzione di Africa, ma anche la storia di un passato che riverbera sul presente.

Menzione speciale MENTE LOCALE – Visione globale short

THE KEEP di Federico Conti, 17’08’’, Italia 2024

  • Motivazione Giuria Mente Locale 2026

    La giuria assegna una Menzione speciale a “The Keep”, diretto da Federico Conti. Raccontando la resistenza di un protagonista singolare contro il crollo di un mestiere in via di estinzione. Il film, splendidamente girato, trascende una lotta localizzata in Irlanda per offrire un’elegia di risonanza universale sul nostro rapporto con il mondo naturale e sulla necessità di preservare la memoria culturale vitale e le tradizioni a rischio. La splendida fotografia, il ritmo del montaggio, l’empatia per il protagonista e l’arco narrativo semplice, diretto e facilmente comprensibile rendono questo film un piacere da guardare. Siamo orgogliosi di riconoscere “The Keep” con una Menzione speciale.

Premio “Suono e territorio” del valore di 500 Euro al regista dell’opera con il miglior suono

THE FIRST SOUND di Andrea Mura, 19’, Italia 2026

  • Motivazione Giuria Mente Locale 2026

    Una colonna sonora minimale ma di particolare efficacia, che sottolinea i suoni della natura e delle vastità pastorali, dove gli esseri umani sono perlopiù assenti.
    Sonorità ambientali arricchite in modo mirato, con scelte accurate, da musiche che si mescolano all’ambiente circostante, fondendosi con la fotografia, senza prevaricazioni e in un dialogo costante. Un film particolarmente ben ritmato, fatto di presenze ma soprattutto di assenze, che scandiscono gli spazi e il tempo, dove i suoni si fondono con i silenzi della vita che scorre.

Premio Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano, partner del festival, del valore di 1.000 Euro, al regista dell’opera che meglio corrisponde ai valori del Consorzio

SONMAT, A RANTAN STORY di Emanuele Segre, Italia 2026, 10’

  • Motivazione Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano

    Le mani si muovono con movimenti sicuri ma delicati : toccano , stringono , mescolano , saggiano la materia che stanno lavorando. Il risultato dipende dalla sensibilità, dalla esperienza che le mani infondono a ciò che stanno “creando”. Si ottengono sapori unici e mai totalmente uguali, come nel parmigiano reggiano.
    C’è un ingrediente segreto che le nonne e le mamme trasmettono ai figli e i casari ai loro allievi. Non solo ingredienti di qualità per fare un buon piatto e un buon parmigiano reggiano ma l’energia speciale della passione che si instilla nell’atto del fare. L’uomo e la donna in qualsiasi parte del mondo si trovino , dalla Corea al Piemonte , al territorio tipico del parmigiano reggiano, attraverso l’ arte della cucina o della produzione casearia, continuano a celebrare l’elemento umano.
    È un filo invisibile che collega un’identità familiare, una memoria comune che in “Rantan Story” attraversa 2 continenti : genitori e figlia ritrovano insieme elementi comuni nel preparare il Kimchi. Una tradizione che si ripete. Il cibo è sì un nutriente ma anche un ponte, un custode del passato per le nuove generazioni. Un lavoro collettivo che ha un importante valore di tradizione ma anche sociale. Questo “rito” per Parmigiano Reggiano si ripete ogni giorno. Chi produce latte, chi lo trasforma, chi se ne prende cura, con gesti quotidiani, conoscenze e la tradizione del fare, con tanta intelligenza ma con nulla di artificiale.

Premio Sayonara Film consistente in un contratto di distribuzione, assegnato al miglior cortometraggio

SUENA AHORA di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso, Andrea Settembrini, Italia-Cuba 2025, 20’

  • Motivazione Sayonara Film

    Per la sensibilità di uno sguardo capace di trasformare la quotidianità in un’esperienza poetica e sensoriale, per la raffinatezza di un linguaggio cinematografico che affida alle immagini e ai suoni la forza del racconto e per la capacità di condurci, attraverso un cinema di osservazione rigoroso e suggestivo, dalla realtà a una dimensione sospesa tra immaginazione, spiritualità e sogno, il Premio Sayonara di Mente Locale viene assegnato a “Sueña Ahora”.

Menzione speciale “Pignoletto La Fondazza” assegnata dall’organizzazione del festival

A TU LADO di Cristiano Regina, 80’, Italia-Spagna-Cuba 2025

  • Motivazione organizzazione Festival Mente Locale 2026

    La Menzione speciale va ad “A Tu Lado” di Cristiano Regina per la capacità di restituire la complessità della Cuba contemporanea attraverso la vita quotidiana di una palestra di boxe popolare. Intrecciando le storie dei giovani atleti e dei loro allenatori, il film esplora le tensioni tra aspirazioni personali e condizioni sociali, facendo emergere la forza dei legami che sostengono una comunità. Uno sguardo attento alle persone che, attraverso la concretezza di una storia locale, ci invita a riflettere sul diritto di scegliere, sulle possibilità di riscatto e sul valore del restare accanto agli altri.

Menzione speciale DAR, assegnata da una giuria composta da studenti del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna (Anna Baccini, Anna Lo Porto, Giorgia Battista, Andrea Fontanini, Sofia Milanin)

HAIR, PAPER, WATER di Nicolas Graux, Minh Quý Trương, 71’, Belgio-Francia 2025

  • Motivazione Giuria DAR

    “Hair, paper, water” è un’opera capace di attraversare il tempo e far dialogare generazioni distanti nei modi di abitare e percepire il mondo esterno e i territori che abitano.
    L’ arrivo a Saigon dell’anziana protagonista è il punto di partenza per raccontare queste due dimensioni: sovraffollata, frenetica e soffocante quella del centro urbano; ampia, vitale e prospera quella del Vietnam rurale.
    A scandire il racconto visivo sono le parole di una lingua ormai quasi perduta, quella dei Ruc, di cui la protagonista si fa portavoce, incarnazione e custode.
    Abbiamo avvertito la sua calma tenacia nel voler passare alle nuove generazioni una lingua madre ormai fragile; e in questa urgenza il documentario, da viaggio di andata di una madre in soccorso della figlia, si trasforma in un viaggio di ritorno, sia fisico che interiore. Il film ci ha fatto vivere il cammino a ritroso della sua protagonista fino alla sua nascita; come spettatori siamo stati portati in una dimensione originaria dello sguardo, quasi una infanzia ancestrale, dove le parole ‘latte materno’ della lingua Ruc – che chiudono anche visivamente il film – ci sono arrivate con il loro significato di radici, cura e legame primordiale con la vita. La fotografia, a tratti ruvida, sporca ma per questo pura ed essenziale, ci ha consentito di immergerci in un mondo in cui il linguaggio, la terra, l’acqua, il verde, i legami familiari, i gesti quotidiani, sono una cosa sola e nulla fa da sfondo. Abbiamo scelto “Hair, paper, water” perché ci ha fatto desiderare uno stile di vita alternativo al consumo e allo sfruttamento e percepire che, se è ancora immaginabile, è anche possibile.

Menzione speciale Touring Club Italiano all’opera che più corrisponde ai valori della storica associazione

WHAT REMAINS WHEN THE SEA MOVES di Gaetano Crivaro, Italia 2026, 66’

  • Motivazione Touring Club Italiano

    Spiagge iperaffollate, schieramenti allineati di ombrelloni multicolori, tuffi e grida sul bagnasciuga, voci di venditori di cocco bello, gite su barconi carichi come un autobus.
    La spiagge della Sardegna come un unico serpentone di stabilimenti balneari come nelle immagini di Martin Parr. Poi a settembre il circo felliniano dei sogni esotici leva le tende, i villeggianti se ne tornano in città magari carichi di bottigliette di sabbia rosa e di schegge di granito come souvenir da tinello, caricano le auto e le roulotte.
    Si smontano i giochi da spiaggia, si incartano le macchinette a gettone, si spianano gli arenili con i bulldozer, si raccolgono “ i cocci”. La festa è finita. Nel film di Crivaro c’è una rappresentazione inquietante e spietata della fabbrica delle vacanze italiane di ieri e di oggi. Lo sguardo del regista sulla realtà di questo sogno standardizzato, grazie anche a un uso sapiente di immagini e filmini dell’epoca del boom, descrive bene questo resiliente modello di villeggiatura che proprio in Sardegna raggiunge il suo massimo.
    È è uno sguardo critico che senza dare giudizi né assoluzioni non rinuncia, con efficacia e testimonianze e immagini vivaci a denunciare gli effetti devastanti sul consumo di suolo, la natura, le dune, le piante, e gli organismi viventi che cercano di sopravvivere al passaggio di queste orde estive.

Premio del pubblico, assegnato dagli spettatori al miglior film in concorso secondo la loro valutazione

DOM di Massimiliano Battistella, 80’48’’, Bosnia Herzegovina 2025