Le gite sono considerate parte integrante del percorso scolastico e dovrebbero essere un diritto per tutti, non un privilegio. Nessuno dovrebbe sentirsi ospite dove costruisce il proprio futuro. Dobbiamo impegnarci a cambiare le cose partendo dal nostro piccolo.
(Il video è parte di un percorso didattico sul tema della cittadinanza, in collaborazione con CGIL-SPI).


Un film fatto di mappe e poesia, che racconta la storia del viaggio di crescita di una giovane ragazza, attraverso l’incontro con qualcuno con cui può creare insieme un nuovo continente.
In un futuro arido, l’acqua è solo un ricordo. Un gruppo di ragazzi si ritrova per condividerne frammenti, come in una terapia collettiva. Ricordare è tutto ciò che resta.


In un altro mondo, in un passato lontano, un’epidemia ha tolto alla popolazione la capacità di parlare.
Una panchina osserva le vite che passano e siedono su di essa. Questa riflette sui vari stati d’animo e sulla propria funzione consolatrice.


Tre maghi combinano un guaio e danno vita ad un quadro intelligente, ma senza sentimenti, che diventa un mostro e inizia a inquinare l’aria di tutta la città. I bambini allora scappano in montagna dove fondano un nuovo villaggio immerso nella natura e insieme agli animali tengono lontano il mostro. Dopo una lunga battaglia il mostro è sconfitto e si trasforma in alberi e fiori. E vissero tutti felici e contenti…in montagna!
Due vite lontane si incontrano e si trasformano a vicenda in un viaggio fatto di attesa, sogni e affetto. Attraverso immagini d’archivio e voci fuori campo, il cortometraggio racconta, senza mai nominarla esplicitamente, la storia di un’adozione vissuta con gratitudine e profondità. Una storia intima ma universale, che parla di incontri, scelte coraggiose e trasformazioni silenziose.


Perché il nonno aveva paura dell’acqua? Da questa domanda semplice e personale inizia un viaggio intimo e inatteso che si svolge tutto dentro uno schermo. “Onde di memoria” è un desktop documentary che intreccia memorie familiari, immagini d’archivio e riflessioni private per raccontare una storia vera e toccante: quella del nonno del regista, sopravvissuto alla tragedia del Vajont nel 1963.
Durante quella che sembra una giornata spensierata tra amici, Myra è costretta ad affrontare una decisione che cambierà la sua vita. Tra giochi, provocazioni e tensioni emotive, emergono temi come il controllo, l’amicizia e la crescita personale. No Way Out ritrae l’adolescenza come un labirinto, in cui trovare il coraggio di scegliere sé stessi è l’unica via d’uscita.


Il documentario racconta alcune esperienze di rigenerazione nell’area dei Monti Sibillini, gravemente colpita dal terremoto del 2016. Mantenere viva la vita sociale ed economica di queste aree interne rappresenta pienamente lo spirito di resistenza delle loro comunità, che lottano strenuamente per affermare la propria identità.
Aria di domani racconta la svolta inattesa di una redazione scolastica, Gossip Girl, abituata a inseguire pettegolezzi e notizie leggere. Ma quando i ragazzi scoprono che il mondo si sta ammalando, qualcosa cambia: nasce in loro una nuova consapevolezza.


Letizia, un’adolescente attraversata da un’intensa inquietudine interiore, è immersa in un percorso personale segnato dal bisogno di dare senso a un vuoto profondo. Tre incontri inattesi interromperanno il suo solitario tragitto in bicicletta, offrendole momenti in cui la realtà riesce a farsi spazio tra le crepe della sua malinconia, incrinando, seppur per poco, la fragile bolla emotiva in cui si è rifugiata.
Mia vive rinchiusa nella sua camera da letto, lontana dalla scuola, dagli amici e dal mondo, comunicando solo attraverso lo schermo del suo cellulare. Apatica e senza desideri, osserva la vita scorrere da lontano finché Luca, un amico, non riesce davvero a raggiungerla, prima con un semplice gesto, poi con un rituale collettivo fatto di ricordi e presenza. Attraverso l’amicizia e un atto simbolico di condivisione, Mia ritrova il respiro, si riappropria del proprio nome e riscopre la voglia di vivere.


Caterina e Yahya, amici fin dalla scuola, trascorrono i pomeriggi a filmare il mondo che li circonda: i boschi, i fiumi, le case abbandonate e le rovine della fabbrica che ha segnato la storia del loro territorio. Lei è di Cengio, lui viene da un villaggio vicino a Marrakech. Un giorno, nel bosco, scoprono un casolare isolato dove vive un uomo molto anziano. Tornano più volte, finché un pomeriggio lui li invita a entrare.
Il film valorizza le peculiarità geo-paleontologiche e naturalistiche di un territorio candidato al patrimonio Unesco, trasformando contenuti scientifici in una narrazione che intreccia luoghi, persone e relazioni, restituendo il legame tra comunità e paesaggio.


Se Hamlet è il dubbio di fronte a un dilemma irrisolto, se Hamlet è il peso di un’ingiustizia impunita, se Hamlet è l’impulso alla vendetta e la consapevolezza della sua inutilità… oggi Amleto si sposterebbe dalla Danimarca alla Palestina, in terre tormentate dalla contraddizione di chi cerca pace e giustizia combattendo.
Un banco di scuola attraversa il quartiere Corvetto, portando con sé domande, curiosità e il desiderio di ascoltare. È il cuore del laboratorio realizzato con gli studenti della scuola secondaria di primo grado Marcello Candia di Milano: un’esperienza dove la scuola esce dai confini dell’aula per incontrare le parole, gli umori e i pensieri delle persone.


Beat Street è il manifesto audiovisivo di 60 studenti dell’IISS Rosa Luxemburg, nato dal bando Siae “Per chi crea”. Il documentario esplora l’anima musicale di Acquaviva delle Fonti, connettendo memoria storica e nuove visioni. Non è solo un racconto, ma la prova che in provincia il fermento artistico è vivo: i giovani protagonisti dimostrano che la scena locale è nata, cresce e ha fame di futuro. Un ponte generazionale che trasforma il territorio in un palcoscenico pronto a non fermarsi mai.
Le “voci” non sono solo quelle umane, ma anche i suoni degli animali, delle piante e degli elementi naturali, che parlano in modo silenzioso ma profondo a chi sa ascoltare. Il bosco diventa quindi un luogo ricco di significati e comunicazioni nascoste, che il documentario cerca di rivelare.


La Quinta Parete come un muro da costruire insieme, per affidare un messaggio destinato al futuro. Nel paesaggio terrazzato della Liguria Alpina, una chiave simbolica e metaforica è in viaggio lungo le generazioni. Pietra dopo pietra, cercando equilibrio e armonia, verranno esplorati i confini tra realtà e finzione, per consegnare al mondo una testimonianza del proprio passaggio su un territorio senza tempo.
“NO SEMUS A PE”, Istituto Comprensivo Statale di Ozieri. Anno 2025, durata 40’06”
Un emozionante viaggio nel cuore della Sardegna, un progetto audiovisivo e didattico che svela le meraviglie di un territorio ricco di tradizioni e cultura. Attraverso gli occhi delle nuove generazioni, il film ci porta alla scoperta del mondo del cavallo, dei mestieri legati a questa figura simbolica e delle storie che rendono unica l’isola. Un mix coinvolgente di educazione, cinema e tradizione, che invita grandi e piccoli a conoscere e valorizzare le radici sarde, unendo passato e presente in un’avventura affascinante ed educativa.
Cortometraggi realizzati nell’ambito della formazione della Giuria Young del Marocco in collaborazione con Cefa Onlus
PER I PARTECIPANTI ALLA GIURIA
Premio Giuria Senior del valore di 500 Euro per la miglior recensione realizzata da una scuola secondaria di primo grado
Premio Giuria Senior del valore di 500 Euro per la miglior recensione realizzata da una scuola secondaria di secondo grado